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Farage e lo strano destino degli uomini senza qualità

La vicenda delle dimissioni di Farage è un caso semplice, molto semplice, proprio come la mente del protagonista.

La sua miserabile arresa davanti alla responsabilità di quegli impegni politici, sociali, istituzionali che lui stesso aveva richiesto sbraitando come un botolo rabbioso, ergendosi a capo popolo violento e arrogante, detentore di tutte le verità, descrive alla perfezione quello che succede quando un incapace occupa un posto che non gli compete.

L’assurda convinzione, molto in voga negli ultimi tempi, che spinge molte persone a immaginare che “tutti sono in grado di fare tutto”, senza preparazione, studio, cultura, esperienza e soprattutto senza talenti, potrebbe, se non arginata in tempo e con i giusti mezzi, recare più danni del virus dell’Aviaria.

Uomini e donne della stessa “stazza” di Farage, prendono forza giorno dopo giorno, alimentati non solo dai milioni di loro sosia sparsi per il Continente smaniosi di essere rappresentati da illustri idioti in grado di dare finalmente corpo e voce alle illuminanti idiozie partorite in osteria, nelle code alle casse dei supermercati, sotto i caschi delle parrucchiere…, ma anche dalla cattiva, a volte pessima, politica che fino a oggi ha costruito e governato un’Europa bastata solamente su poteri lobbistici/economici, senza tenere minimamente conto dei vari aspetti sociali, identitari, umani, che da millenni caratterizzano le popolazioni di questa parte di mondo.

I Farage di tutto il Continente si sentono in grado di risolvere problemi globali come guerre, immigrazione, terrorismo, crisi economiche, in quattro e quattr’otto, e sono stupiti dal fatto che chi di dovere non ne sia capace.

Il benzinaio sotto casa potrebbe benissimo prendere il posto del Premier e fare meglio di lui, così come l’oste della bettola all’angolo sarebbe in grado di tirare il rigore meglio del centravanti della Nazionale.  Il problema dei campi Rom? Ruspe, ci sembra più che ovvio. La guerra in Siria? Semplice, mandiamo tutti gli aerei da guerra russi e americani e ci facciamo un bel parcheggio. Gli immigrati? Bombardiamo i barconi prima che partano, oppure li aiutiamo a casa loro ( quest’ultima soluzione suona come la Formula della Relatività di Einstein recitata a memoria da un alunno di terza media: fa un bell’effetto pronunciarla e ascoltarla, anche se nessuno sa cosa significhi).

E così, nella brutale realtà quotidiana, quello che si credeva Valentino Rossi si schianta in sorpasso contro un tir, il novello scalatore che sulla carta pensava di fare meglio di Messner scopre di avere le vertigini e viene recuperato in parete dall’elisoccorso, il cinquantenne convinto di tirare i rigori meglio del centravanti della Nazionale viene colto da infarto durante la partita di calcetto del lunedì sera, e Farage fa una figura di merda colossale davanti all’intero Pianeta, anche e soprattutto a nome di tutti quelli che gli hanno creduto mentre richiedeva con la bava alla bocca compiti e responsabilità che la sua palese struttura umana, intellettiva, spirituale, non sarebbe mai stata in grado di reggere. Epic fail!

Ricky Bizzarro